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Respiro
l’aria che c’è tra i miei quadri e le mie cose, pane quotidiano. Dipingo e respiro. Poi, ad un tratto, l’incontro inatteso,
mistero agognato ed ineluttabile per gente come me. Un’esperienza di vita, mistica, reale, inscindibile, come l’incontro
insperato e promettente con una donna che rincorri da anni. Tali momenti,
intese, complicità e sogni fecondi, muto nelle tele, tradendo qualche
regola, certezza di ieri. Come un amore infedele eppure possibile. E, tuttavia, in tale squisita palingenesi,
fatta di colore nuovo, dato in modo nuovo, ci sono sempre io. Mi rivedo con gli amori di ieri, confrontando
e sublimando, come lo schiavo d’amore autenticamente libero nel darsi,
l’attuale esperienza spirituale ed artistica. Ed allora, finalmente, dopo
aver dato l’ultimo tratto di pennello, la sera mi siedo e preparo la mente
ai miei sogni. Immancabili. Sogno i miei angeli, ambasciatori di biblica
memoria ed uomini di metropoli. Gente come noi, con il lavoro, le donne, gli
amici, gli affanni, il grigio e le sfumature incerte di una giornata di
pioggia... Mario
Ferrante

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